Progetto Centro Anti Violenza finanziato dal Cesvot

La collaborazioHumanitas_logone fra le varie associazioni e il rapporto con le Pubbliche Assistenze di Empoli ha portato anche un altro risultato: il Cesvot ha finanziato un ulteriore progetto formativo (Volantino e Programma) che prevede appunto la realizzazione di quanto progettato sopra: un centro antiviolenza a Grosseto e dei 
centri d'ascolto a Massa Marittima, Santa Fiora e Pitigliano. 
Anche stavolta per la formazione ci siamo affidati alle Pubbliche Assistenze di Empoli  e stavolta non possiamo fallire: alla fine del corso di formazione procederemo a ufficializzare la costituzione di questa nuova realtà per la provincia di Grosseto.

Vuoi partecipare al corso per il centro anti violenza e per i centri d'ascolto? 

Allora scarica il volantino, compila le parti richieste e spedisci alla mail indicata, una persona ti ricontatterà e potrai parlare liberamente delle tue motivazioni, aspettative e idee, oppure telefona al n° 3287957970.




Le collaborazioni per la ripartenza verso un nuovo obiettivo.

Per realizzare un progetto realmente nuovo abbiamo deciso di collegarci con altre associazioni, in modo da costituire una rete capillare, in questo senso vanno i contatti stabiliti con:
Sempre in questa fase abbiamo progettato un nuovo corso di formazione, stavolta finalizzato al volontariato per centri di ascolto per vittime di violenza, con la previsione di aprire un centro anti violenza gestito dalla Pubblica Assistenza Humanitas, e dei centri di ascolto sul territorio in collaborazione con Misericordia Massa Marittima, Croce Oro Pitigliano, Misericordia Santa Fiora, oltre che con gli enti pubblici interessati. Naturalmente il corso di formazione ancora una volta è stato realizzato dal Centro Lilith delle Pubbliche Assistenze di Empoli.


















Il percorso precedente

Il primo contatto della Pubblica Assistenza Humanitas con la violenza di genere.

Questa associazione ha avuto il primo contatto con il mondo della violenza di genere alcuni anni fa, nel momento in cui è venuta a sapere che in provincia di Grosseto mancava una casa rifugio per vittime di violenza. Il passo successivo è stato di verificare se l'associazione avesse i requisiti previsti dalla legge per occuparsi di questo problema, e in seguito di prendere contatto con alcuni Enti Pubblici che si occupano del settore (Gruppo Codice Rosa della Asl e Pari Opportunità dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto), e con le Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli, associazione che da molto tempo si occupa della violenza sulle donne con il Centro Lilith e che gestisce diverse case rifugio, oltre a essere, esattamente come noi, un'associazione che aderisce al movimento delle Pubbliche Assistenze.

Il primo corso di volontariato per la casa rifugio.

Dopo molti mesi di contatti, riunioni, incontri, eccetera, fra questa associazione, gli Enti Pubblici e la Pubbliche Assistenze di Empoli, finalmente, riusciamo a far parte il primo corso che ha lo scopo di formare delle persone che facciano volontariato finalizzato alla casa rifugio. Al corso partecipano circa quindici persone, la maggior parte donne, ma anche alcuni uomini, e in tutti i partecipanti matura la consapevolezza di quando stiamo andando a realizzare e anche il desiderio di andare fino in fondo. Naturalmente abbiamo anche trovato una struttura idonea allo scopo, avendo sempre come riferimento le case rifugio di Empoli, in modo da riproporre un modello che ha già dimostrato di funzionare.

Arriva lo stop al progetto.

Una volta terminato il corso, quando eravamo pronti per iniziare, arriva uno stop al nostro progetto. Spiegare tutti i dettagli è piuttosto complesso, diciamo che ci siamo trovati nella condizione di poter scegliere fra due opzioni: da una parte lasciar perdere tutto, sapendo di avere come minimo fatto un'esperienza importante, oppure decidere di entrare in gioco fino in fondo, e prendersi la responsabilità di realizzare un progetto ancora più grande, saltando direttamente l'ostacolo: costituire un centro anti violenza, riuscendo ad ampliare l'offerta presente sul territorio per le donne vittime di violenza.

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